Xitang watertown

rhdrIl Grande Canale (Da Yunhe), la cui costruzione inizio’ nel 468 AC, e’ il piu’ antico e esteso del mondo. Lungo 1.794 chilometri, parte da Beijing a nord, termina a Hangzhou a sud e collega cinque grandi fiumi. Shanghai e’ toccata dal suo percorso, come testimoniano le varie watertowns che nel corso del tempo prosperarono lungo il Canale. Alcuni esempi sono Zhouzhuang, Xitang,Tongli, Wuzhen, che sono affollate mete turistiche ammirate per i suggestivi vicoli e ponticelli. Io ho visitato Xitang, raggiungibile con un treno da Shanghai a Jianshan e poi con taxi. Se non si ha tempo e voglia di raggiungere una vera watertown, ci si puo’ accontentare di Qibao (ci si arriva con la metropolitana), minuscola watertown all’interno di Shanghai.

Xitang di giorno:

Xitang di sera:

 

Shanghai e il cinema

ozedfIeri sono stata allo Shanghai Film Museum, un enorme spazio espositivo di 15.000 mq distribuiti su quattro piani che fa parte di un complesso di edifici di proprieta’ di Shanghai Film Group, il secondo produttore cinematografico cinese dopo Dalian Wanda Group.
All’ingresso vi fanno entrare in un ascensore e vi spediscono al quarto piano, da dove inizia la visita. Percorso un red carpet virtuale per provare il brivido della fama, vi troverete in una sala smisurata con ritratti luminosi delle celebrita’ del cinema cinese dalle origini, attori, sceneggiatori, registi, compositori e quant’altro. Vi assicuro che sono tantissimi e mi sono sentita ignorante nel non riconoscerne alcuno.
Il museo e’ focalizzato non sulla storia del cinema in generale, ma sul cinema a Shanghai, di cui celebra orgogliosamente vari primati. Personalmente sono rimasta sbalordita dalla velocita’ con cui il cinema si e’ diffuso: se il 28 dicembre 1895 i Fratelli Lumiere organizzavano la prima proiezione a pagamento a Parigi, nel giugno 1896 a Shanghai fu proposto uno spettacolo di ombre occidentale e il 22 maggio 1897 venne proiettato il primo film in territorio cinese alla Astor House (oggi Pujiang Hotel). Possiamo davvero affermare che il cinema si e’ propagato con la velocita’ di una epidemia, pazzesco!
Arrivata al primo piano ho scoperto una cosa curiosa: l’inno nazionale cinese “March of the Volunteers” faceva parte della colonna sonora del celebre film del 1935 “Children of Troubled Times”. Dopo alterne vicende nel 1982 venne adottato ufficialmente e pare sia l’unico caso di inno nazionale proveniente dalla colonna sonora di un film.
Nella sala dedicata al doppiaggio ho trovato una chicca davvero emozionante, quindi inserisco il breve frammento di video anche se la qualita’ audio non e’ certo soddisfacente.

Peng Liyuan

Tutti conosciamo Xi Jinping, presidente del PC e della repubblica cinesi ma forse sappiamo poco o niente della attuale moglie Peng Liyuan, eppure quando Xi divento’ presidente nel 2013 la signora Peng era molto piu’ conosciuta di lui. Peng Liyuan era infatti una celeberrima cantante che Xi aveva sposato nel 1987 con un matrimonio semiclandestino dopo avere divorziato dalla prima moglie.
Laureata all’Universita’ di Shandong e diplomata al Conservatorio di Beijing, a differenza delle consorti dei precedenti presidenti cinesi, Peng Liyuan ha scelto un profilo meno basso e accompagna regolarmente il marito nelle visite di stato. Ha ovviamente suscitato la curiosita’ dei media occidentali che hanno cominciato a confrontarne positivamente il look e il portamento con quello delle piu’ note first ladies occidentali. peng-liyuan-1--aSe la Cina sta investendo molto recentemente nell’incrementare il suo soft power, la signora Peng pare essere una delle armi piu’ efficaci in questa battaglia.
La first lady non si limita ad accompagnare il marito ma si impegna intensamente per migliorare il livello di istruzione soprattutto delle ragazze ed e’ ambasciatrice della World Health Organisation contro la TBC e l’AIDS. Continue reading “Peng Liyuan”

Un po’ di TV

La televisione nazionale cinese si chiama CCTV e ha una rete di 50 canali con diversi programmi visti da oltre un miliardo di persone, che includono trasmissioni di cucina, musica, cartoni, serie sentimentali o storico-patriottiche, opere, televendite, moltissima pubblicita’ ecc. I programmi di informazione sono ricchi di notizie sul resto del mondo – un Cinese mi ha detto che qui anche i contadini discutono di affari globali. Chi come me non capisce il mandarino puo’ sintonizzarsi sulla rete CGTN (China Global Television Network),  canale all-news governativo che dal 25 settembre 2000 trasmette in lingua inglese. Ha la sede principale a Beijing con altri 70 centri nei vari continenti.

 

Notevole l’attenzione dedicata ad ogni parte del mondo, con un occhio di riguardo comprensibilmente all’Africa e agli USA. Alcuni programmi di approfondimento sono davvero molto interessanti, mi piacciono soprattutto i dibattiti della serie “Dialogue” a cura di Yang Rui. Ho trovato particolarmente interessanti quello in due puntate chiamato “The Debate Between Socialism and Capitalism – could socialism provide a better society?”  Mi e’ parso stimolante – in inglese si direbbe inspiring -sentire parlare persone Continue reading “Un po’ di TV”

Jin Yong: Legends of the Condor Heroes

JinyongJin Yong, pseudonimo di Louis Cha, e’ probabilmente lo scrittore cinese piu’ letto. Fra la fine degli anni 50 del Novecento e il 1972 ha scritto una serie di romanzi sulle arti marziali che sono diventati classici amatissimi fra i giovani lettori amanti dell’avventura e hanno ispirato molteplici versioni televisive e videogiochi. Si sono vendute 300 milioni di copie dei suoi libri, ma se si contano anche le copie piratate si arriva tranquillamente alla cifra di un miliardo. Jin Yong, morto ad Hong Kong all’eta’ di 94 anni il 30 ottobre 2018, viene talvolta definito il Tolkien cinese, ma ovviamente, a parte la popolarita’ enorme di entrambi, i mondi che essi raffigurano sono totalmente diversi: se Tolkien inventa un mondo fantastico popolato da esseri mostruosi, Jin Yong ambienta i suoi romanzi nella Cina a partire dall’inizio del XIII secolo, quando la dinastia Song era minacciata dall’impero Jin degli Jurchen e successivamente dai Mongoli. I personaggi principali sono tutti in qualche modo iscrivibili alle diverse numerosissime scuole di arti marziali cinesi.
Solo recentemente e’ finalmente uscita la traduzione inglese del primo volume della serie, “Legends of the Condor Heroes”, ad opera di Anna Holmwood e il 24 gennaio 2019 verra’ pubblicato il secondo.

Hangzhou

Ho trascorso l’antivigilia e la vigilia di Natale a Hangzhou, capitale dello Zhejiang. Due splendide giornate di sole e di aria pulita in luoghi incantevoli. Hangzhou divenne importante con la costruzione del Grande Canale che collegava il bacino dei fiumi Yangzi e Giallo alla fine del 6^ secolo, ma divenne “la citta’ celeste, la piu’ bella e meravigliosa del mondo”, per usare le parole di Marco Polo, verso la fine del Duecento – nel 1127 la dinastia imperiale Song, incalzata dai Mongoli, perse la sua capitale storica di Kaifeng (nella regione di Henan) e nel 1138 l’imperatore scelse Hangzhou come nuova capitale. la citta’ si estende intorno allo Xi Hu (lago occidentale) ed e’ ricca di giardini, sentieri, ponticelli di pietra.

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A qualche chilometro dal centro, nell’area scenica di Beishan Lu, centinaia di sculture buddiste scolpite nella roccia e tre monasteri. L’atmosfera e’ rarefatta e incantata.

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In treno

Finalmente il 23 dicembre il primo viaggio in treno! Andiamo a Hangzhou, capitale dello Zhejiang. E’ poco piu’ di un’ora con un treno veloce dalla stazione di Hongqiao, Shanghai, ma sono elettrizzata all’idea di prendere il mio primo treno in Cina. La sera prima compriamo i biglietti on-line, obbligatorio indicare nomi e numero di passaporto, la mattina arriviamo molto prima dell’ora di partenza in previsione di code. Per entrare in stazione dobbiamo mostrare il passaporto e passare le borse al controllo. Siamo fortunati: niente coda allo sportello, dove esibiamo passaporti e cellulare con numero di prenotazione e riceviamo biglietti stampati sia per l’andata sia per il ritorno.

Ci prendiamo un caffe’ da Costa e aspettiamo che aprano il check-in, mi pare di stare in un aeroporto  invece che in una stazione ferroviaria. Lo stesso pensiero si ripresentera’ sul treno, soprattutto alla vista delle impeccabili divise e della estrema gentilezza del personale di bordo. Quando aprono il gate invece la sensazione e’ piuttosto di entrare in metropolitana, con tornello che inghiotte,  risputa biglietto e mi ammette dall’altra parte. Prendiamo la scala mobile e siamo di sotto al binario, saliamo sul treno molto pulito e ci sediamo nei posti prenotati. Partenza e arrivo in orario perfetto, sara’ cosi’ anche al ritorno.

Sul treno passeranno piu’ volte l’addetta alle pulizie per pulire e ritirare eventuali rifiuti Continue reading “In treno”

Tianzifang

Tianzifang mi piace, anche se e’ una zona decisamente turistica nel cuore di Shanghai. Mi piace perche’, a differenza di Xintiandi, e’ un insieme di vicoletti e di case in cui vivono ancora dei Shanghainesi, come si vede dal bucato steso o da scritte che intimano di non avvicinarsi a quel portone. Ovviamente meglio andarci in un giorno feriale, magari la mattina. Moltissimi i negozietti, personalmente ce ne sono due in cui trovo sempre qualcosa di interessante.

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Il Bund

Il termine Bund, il cui vero nome e’ Zhongshan Lu e che i Cinesi chiamano Wai Tan, deriva da una vecchia parola anglo-indiana che indica una massicciata a protezione di costa fangosa. Oggi e’ una delle mete obbligate dei turisti che ammirano dal Bund, la riva occidentale del fiume Huangpu, le viste iconiche di Pudong, il cuore finanziario di Shanghai.

Ieri invece il Bund era il centro degli affari con il fiume da una parte e le banche e gli edifici commerciali dall’altra. Passeggiando sul Bund si incontrano imponenti edifici coloniali in stile neoclassico, io ne ho cercati due in particolare che furono la base di due delle maggiori ditte commerciali britanniche del XIX secolo, Jardine Matheson e David Sassoon, le fortune delle quali derivarono dal traffico di oppio che rovino’ intere generazioni di Cinesi, impoveri’ la Cina e rappresenta uno dei capitoli piu’ vergognosi della storia britannica.

Al numero 27 sta il vecchio quartier generale di Matheson, Continue reading “Il Bund”

The Fairmont Peace Hotel

Il Fairmont Peace Hotel e’ bellissimo, peccato essermi dovuta accontentare di un giro per atrio e corridoi 😦

Piu’ fortunati i vari Charlie Chaplin, G.B.Shaw, Noel Coward che ci hanno dormito. Anche senza essere ospiti si puo’ comunque visitare il piccolo museo oppure ascoltare qualche gruppo jazz la sera.

Il cibo

I Cinesi sono un popolo pieno di risorse e nel corso di una storia millenaria hanno imparato ad usare al meglio una straordinaria varieta’ di specie animali e vegetali. Se noi Italiani diciamo che del maiale nulla va sprecato, i Cinesi sembrano in grado di utilizzare quasi tutto cio’ che puo’ essere mangiato. Una stupenda serie di documentari chiamata “A Bite of China” offre un panorama affascinante della cultura del cibo dell’Impero di Mezzo.

La prima volta che sono entrata al Carrefour a Shanghai mi ha colpita la quantita’ di alimenti di cui non capivo la natura e ho visto esposti cose che da noi normalmente vengono gettate, quali zampe di gallina, meduse e teste di pesce. In una strana zuppetta mangiata in un ristorante ho trovato una vescica natatoria di un pesce – chi si sognerebbe di utilizzarla da noi?

Che mangiamo oggi?

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Ai Cinesi piace enormemente mangiare, ci sono ristoranti di ogni tipo e per tutte le tasche, e potete trovare ogni tipo di spuntino in ogni angolo di strada. La prima volta che entrerete in un ristorante in Cina vi accorgerete che non ha nulla a che fare con i ristoranti cinesi in Italia. Personalmente forse la prima sorpresa per me e’ stata che non appena si arriva al tavolo, vi viene immediatamente servito qualcosa di caldo da bere, che puo’ variare dall’acqua al the, all’orzo, alla soba, e chissa’ che altro…in un ristorantino locale sono sicura di avere bevuto l’acqua di bollitura dei ravioli.

In ogni grande centro commerciale di Shanghai si possono trovare le diverse cucine regionali (Anhui, Canton, Fujian, Hunan, Jiangsu, Shandong, Sichuan, Zhejiang), il vantaggio rispetto ai ristoranti che fanno capolino ad ogni angolo di strada e’ che la’ potrete scegliere su menu’ colorati e illustrati, spesso anche in inglese. Neppure cosi’, comunque, avrete la garanzia di capire esattamente che cosa state mangiando, quindi se avete la fortuna di potere mangiare con un cinese, non perdete l’opportunita’.

A differenza della cucina italiana normalmente i piatti vi verranno serviti insieme e ognuno attingera’ liberamente dai vari piatti con le bacchette. Non sempre troverete dei tovaglioli, quindi meglio avere sempre qualche fazzoletto di carta con voi.

 

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